Cabina rotonda dello Skyway sospesa ai cavi davanti alla parete innevata del Monte Bianco, sotto un cielo blu intenso
Cabina dello Skyway Monte Bianco — foto: Stefano Venturini · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Se avete in programma una sola gita fuori da La Thuile, io comincerei da questa. Courmayeur è a una quindicina di chilometri d'auto, passando da Pré-Saint-Didier, e in una ventina di minuti siete dall'altra parte del vallone. Da lì parte la funivia che in due tratte vi porta da poco più di mille metri fin quasi a tremilacinquecento, in mezzo ai ghiacciai. Non servono scarponi da alpinista né allenamento: serve una giornata limpida e una giacca pesante, anche ad agosto.

Come funziona la salita

Lo Skyway Monte Bianco è stato inaugurato nel 2015 e collega tre stazioni. Si parte dal Pontal d'Entrèves, a circa 1.300 metri, nel comune di Courmayeur ma a qualche chilometro dal centro: qui trovate un grande parcheggio e le biglietterie. La prima tratta arriva al Pavillon du Mont Fréty, a 2.173 metri; la seconda vi lascia a Punta Helbronner, a 3.466 metri.

La particolarità sono le cabine, che durante la corsa ruotano di 360 gradi. Vuol dire che non dovete sgomitare per il posto vicino al vetro: il panorama vi gira intorno da solo, e chi sta dalla parte sbagliata all'inizio ci si ritrova da quella giusta poco dopo. I bambini di solito impazziscono, e sinceramente anche parecchi adulti.

Il Pavillon, da non saltare

Molti tirano dritto fino in cima e si fermano qui solo per cambiare cabina. Peccato, perché il Pavillon merita almeno un'oretta, magari al ritorno. La vista si apre sulla Val Veny e sulla Val Ferret, ci sono sentieri, un'area giochi per i più piccoli e, nella bella stagione, il giardino botanico Saussurea: uno dei motivi per cui consiglio di fare questa gita anche d'estate.

Se il tempo si guasta, al coperto trovate l'esposizione dei cristalli del Monte Bianco, la vecchia stazione trasformata in museo con la storia della funivia e la Mont Blanc Infinity Room, una sala immersiva che vi tiene incollati per qualche minuto. Nulla di indispensabile con il sole, ma una bella risorsa quando le nuvole coprono tutto.

Lassù, a Punta Helbronner

L'arrivo è una terrazza circolare di 14 metri di diametro, e lì capite perché avete fatto la strada. Avete davanti il Monte Bianco, e con l'aria tersa lo sguardo arriva fino a Monte Rosa, Cervino, Gran Paradiso e Grand Combin. All'interno della stazione ci sono una sala espositiva, un bar e un self-service, utili per riprendere fiato al caldo.

E il fiato, a quella quota, va proprio ripreso: l'aria è rarefatta, quindi muovetevi con calma, soprattutto i primi minuti. La struttura è accessibile a sedie a rotelle e passeggini, che in cabina vanno richiusi; fa eccezione solo la seconda terrazza, raggiungibile da una scala.

Da qui partono anche gli itinerari fuoripista come la Vallée Blanche, oltre venti chilometri di discesa verso Chamonix. Non sono una passeggiata: si affrontano con una guida alpina e solo con buone condizioni, perché fuori dalle strutture non c'è nulla di segnato né protetto. Godeteveli dalla terrazza, se non siete del mestiere.

Da sapere: corse e aperture cambiano con la stagione, il meteo e la manutenzione degli impianti, e lo stesso vale per il collegamento estivo Panoramic Mont Blanc verso l'Aiguille du Midi. Prima di partire guardate il sito ufficiale dello Skyway e le sue webcam: se la cima è nelle nuvole, meglio rimandare di un giorno.

Il pomeriggio a Courmayeur

Scendendo presto avete ancora mezza giornata davanti. Il centro di Courmayeur è fatto per camminare senza meta, tra negozi e caffè storici. La tappa che vi suggerisco è il Museo Alpino Duca degli Abruzzi, inaugurato nel 1929 e ospitato nella Casa delle Guide: documenti, cimeli e vecchie attrezzature raccontano le grandi imprese sul massiccio. La Società delle Guide di Courmayeur, nata nel 1850, è la più antica d'Italia, e qui si capisce quanto l'alpinismo faccia parte dell'identità del paese.

Poco lontano c'è la chiesa dei Santi Pantaleone e Valentino, riconoscibile dal campanile con la cuspide a forma di tiara. Chi ha ancora voglia di aria aperta può spingersi in Val Veny, verso il lago del Miage, nato davanti all'omonimo ghiacciaio, oppure in Val Ferret, con la vista sulle Grandes Jorasses. Sulla strada della Val Veny merita una sosta il santuario di Notre-Dame de la Guérison, con le pareti coperte di ex voto.

Tornare a casa dopo una giornata così

La sera si rientra a La Thuile senza fretta, e a Oasi di Relax il finale è semplice: si accende il camino, con la legna gratuita che trovate a disposizione, oppure, se è estate, si mangia fuori in giardino, con il barbecue e il bosco davanti. L'auto resta nel box privato fino alla prossima gita.

Il Monte Bianco a una ventina di minuti

Oasi di Relax è un appartamento al piano terra a La Thuile, per un massimo di 6 ospiti, con giardino sul bosco e box privato: una base comoda per una settimana di gite.